NEL 2003 I DIAMANTI
DA CONFLITTO SONO STATI diminuiti da circa il 4% a molto meno dell'1% a
seguito dell'applicazione del kimberley process.
Nel 2000 i governi, le ONG e il settore del diamante hanno preso atto della necessità di attuare un processo per impedire l'ingresso dei diamanti da conflitti, altrimenti chiamati "diamanti di sangue" o "diamanti da conflitti", nella lecita catena di approvvigionamento dei diamanti e garantire così che i diamanti non fossero usati per finanziare conflitti. Stabilirono un semplice sistema denominato "Kimberley Process". In base a tale sistema, i diamanti grezzi vengono sigillati in container a prova di manomissione e sono accompagnati da certificati non falsificabili provvisti di numero di serie unico e che escludono ogni relazione dei diamanti con situazioni di conflitti armati; i certificati sono necessari ogni volta che i diamanti attraversano un confine internazionale. Il sistema è Stato integrato nella legislazione nazionale degli stati aderenti nel 2003. Nel 2004 il Presidente del Kimberley Process ha annunciato che una percentuale di diamanti assai inferiore all'1% proviene da fonti coinvolte nel finanziamento di conflitti, con una diminuzione pari a circa il 4% rispetto al periodo precedente il Kimberley Process. Sebbene sia un miglioramento, non è ancora abbastanza. Il settore dei diamanti non si arrenderà finché il fenomeno dei diamanti da conflitti non sarò sradicato del tutto.
Ridurre il commercio di diamanti provenienti da zone di conflitto in un Paese
produttore di diamanti significa stroncare la possibilità dei ribelli di
finanziare la violenza. Permettendo esclusivamente il commercio lecito di
diamanti, i ricavi di questi ultimi possono essere usati a vantaggio della
popolazione. Oggi oltre il 99% dei diamanti commerciati a livello internazionale
proviene da fonti prive di relazioni con conflitti. I ricavi di questi diamanti
leciti contribuiscono notevolmente all'economia, al sistema sanitario e
scolastico, nonché al miglioramento delle infrastrutture di alcuni dei Paesi di
provenienza.
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Fonti
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