nel novembre 2006, 71 governi, importanti organizzazioni non
governative e il World Diamond Council hanno approvato dei provvedimenti per
consolidare ulteriormente il Kimberley Process.
Il Kimberley Process riunitosi dal 6 al 9 novembre a Gaborone in Botswana in occasione
dell’assemblea plenaria, si è occupato e ha affrontato con successo questioni spinose
tra cui il controllo effettivo e credibile a livello governativo del settore dei diamanti, le
risorse necessarie e la trasparenza statistica del Kimberley Process. L’assemblea
plenaria ha adottato le conclusioni del Third Year Review del KPCS predisposte dal
gruppo di lavoro ad hoc, adottando 46 raccomandazioni finalizzate a consolidare il
Kimberley Process. Nello specifico, l’assemblea plenaria ha deciso di: rendere noti i
nomi degli Stati aderenti che regolarmente contravvengono all’obbligo di pubblicare
statistiche, segnalare gli elementi distintivi che caratterizzano le spedizioni illegali; ideare
proposte relative a provvedimenti provvisori, inclusa la possibile sospensione in caso di
evidente non conformità e la creazione di un gruppo di lavoro responsabile della
produzione artigianale di diamanti provenienti da depositi alluvionali. L’assemblea
plenaria ha deciso di includere altre quattro questioni fra le sue priorità per il prossimo
anno: i finanziamenti e le risorse necessarie; migliorare la raccolta e l’analisi dei dati
statistici; raggiungere un controllo governativo reale e credibile del settore e
provvedimenti per le spedizioni illegali.
K.G. Moshashane, Presidente del Kimberley Process, ha affermato: “Sono lieto che
questa importante sessione plenaria del Kimberley Process si sia conclusa su una nota
positiva. Alle nazioni aderenti, alla società civile e al settore dei diamanti è stato lanciato
un chiaro messaggio: vale a dire che questa straordinaria coalizione intende continuare a collaborare. Potremmo non essere d’accordo su tutto, ma siamo uniti nel credere che il
Kimberley Process sia lo strumento migliore per porre fine definitivamente al commercio
dei diamanti da conflitto”.
Eli Izhakoff, Presidente del World Diamond Council ha affermato: “Viste le sfide che
abbiamo affrontato prima di questa sessione plenaria, siamo lieti dei traguardi raggiunti
qui a Gaborone. Il Botswana, cui spetta gran parte del merito, ha esercitato
egregiamente un ruolo guida in un momento chiave del Kimberley Process. Sono state
soddisfatte tutte le richieste del settore e ciò rispecchia la determinazione dei governi
aderenti nel garantire la credibilità del Processo e la sua risolutezza nel raccogliere le
sfide future”.
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